Sequestro a Cuffaro
Palermo – Il sequestro a Cuffaro riguarda 80 mila euro in contanti recuperati dai Carabinieri del ROS durante perquisizioni disposte dalla Procura di Palermo. I militari hanno controllato l’abitazione cittadina e la tenuta di San Michele di Ganzaria. Secondo quanto verbalizzato, a Palermo i carabinieri hanno aperto due casseforti e un mobile blindato; nella proprietà in provincia di Catania hanno individuato altro denaro riposto all’interno di un mobile. L’indagine coinvolge 18 persone per associazione a delinquere, turbata libertà degli incanti e corruzione. Nel fascicolo figura anche l’ex ministro Saverio Romano. Il sequestro a Cuffaro si inserisce nel filone che analizza gli appalti di servizi presso strutture sanitarie siciliane.
Dove e come i militari hanno trovato i contanti
Gli operanti hanno redatto un dettaglio puntuale delle somme. Nello studio dell’abitazione palermitana, in una cassaforte nascosta nella libreria, hanno contato 7.500 euro in banconote deteriorate, 200 euro in una busta gialla, 8.800 euro in tagli da 50, 4.140 euro in tagli da 20 e 2.300 euro in tagli da 50. In una seconda cassaforte i carabinieri hanno registrato 5.000 euro e 5.150 euro in banconote da 100, 650 euro avvolti in documenti di trasporto dell’azienda agricola intestata alla moglie Giacoma Chiarelli e 2.065 euro piegati in fogli. In camera da letto, dentro un mobile blindato, hanno rinvenuto 2.200 euro. Il resto – circa 40 mila euro – era nella tenuta di San Michele di Ganzaria, riposto in un mobile.
Il quadro dell’inchiesta sugli appalti
La procura procede sul capitolo appalti pilotati con riferimento a gare per servizi di ausiliariato e reception. Al centro dell’attenzione c’è l’Asp di Siracusa, dove la commessa – per circa 17 milioni di euro – secondo l’accusa sarebbe stata aggiudicata alla Dussmann Service srl attraverso “appalti ponte”, con un ruolo di rilievo attribuito anche all’impresa subappaltatrice Euroservice srl. Gli atti indicano la ditta Pfe come possibile controinteressata. Le contestazioni ricostruiscono pressioni, rinvii e modifiche dei punteggi di gara.
Interrogatori: ammissioni, smentite e una revoca richiesta
Davanti al gip Carmen Salustro sono comparsi vari indagati. Vito Fazzino, commissario di gara, ha ammesso un falso “per errore indotto”; la procura, alla luce di tali dichiarazioni, ha revocato la richiesta di arresto nei suoi confronti. Giuseppa Di Mauro, presidente della commissione, avrebbe confermato il rinvio dell’aggiudicazione per pressioni dell’allora direttore generale Alessandro Maria Caltagirone e la modifica dei punteggi. Il consulente Ferdinando Aiello ha respinto ogni accusa. Sono invece rinviate altre audizioni, mentre ulteriori indagati verranno ascoltati nel pomeriggio. Per quasi tutti resta pendente la richiesta di arresti domiciliari su cui il gip deciderà.
La difesa dell’ex presidente della Regione
Gli avvocati Giovanni Di Benedetto e Marcello Montalbano negano qualsiasi legame tra i contanti e i reati ipotizzati. Secondo la difesa, circa 30 mila euro derivano dalla vendita di prodotti agricoli regolarmente fatturati; il resto consiste in banconote datate, usurate o inutilizzabili. I legali annunciano iniziative per ottenere la restituzione delle somme e ribadiscono che la disponibilità del contante non costituirebbe prova del reato.
I prossimi passaggi
Il fascicolo prosegue con gli interrogatori e con la valutazione delle misure cautelari richieste. Il giudice dovrà stabilire se il denaro sequestrato costituisce corpo del reato o provento delle condotte contestate. Nel frattempo, gli atti acquisiti su perquisizioni, verbali e gare pubbliche confluiranno nel quadro che la procura sottoporrà al tribunale.
Commento della redazione
Vicenda complessa e delicata: attendiamo le decisioni del gip e confidiamo in un accertamento rapido e trasparente dei fatti.