Processo Fazio, l’ex sindaco di Trapani “Non fui io a cercare Barbagallo”

redazione

Processo Fazio, l’ex sindaco di Trapani “Non fui io a cercare Barbagallo”

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venerdì 25 Settembre 2020 - 18:02
Processo Fazio, l’ex sindaco di Trapani “Non fui io a cercare Barbagallo”

Nel corso dell’udienza tenutasi mercoledì mattina al Palazzo di giustizia, relativa ad un filone dell’inchiesta Mare Monstrum del 2017, il politico trapanese ha rilasciato delle dichiarazioni spontanee sull’incontro, avvenuto al ristorante Castello a Mare di Palermo, tra l’armatore Ettore Morace e l’ex assessore regionale al Turismo e allo Sport.

È ripreso mercoledì mattina, a Trapani, il processo per corruzione a carico di Girolamo Fazio (detto Mimmo), ex sindaco della menzionata città. L’inchiesta denominata “Mare Monstrum” del 2017 è stata condotta dalla Procura di Palermo quando il politico ricopriva ancora la carica di deputato regionale. Per competenza territoriale, il filone del citato procedimento giudiziario è stato trasferito nella città dell’ex primo cittadino. La vicenda trae origine dall’esposto della dottoressa Dorotea Piazza, dirigente regionale presso l’assessorato alle Infrastrutture, Mobilità e Trasporti, e avente ad oggetto il bando siciliano per l’affidamento dei servizi di collegamento marittimo con le isole Eolie ed Egadi. La dirigente è subentrata nel maggio 2014 alla collega Salvatrice Severino, coinvolta nell’inchiesta, e responsabile della procedura di gara relativa al febbraio dello stesso anno. Una volta insediatasi, la dottoressa Piazza si era occupata di revisionare detto bando di gara, secondo l’accusa sostanzialmente cucito addosso alla Ustica Lines (in seguito Liberty Lines) degli armatori Morace, Vittorio (il padre) ed Ettore (il figlio, che ha patteggiato la pena), e costretta ad annullarlo l’anno successivo in autotutela. Adempimento che ha poi condotto ad un contenzioso con la compagnia di navigazione. Nel corso delle indagini, sarebbe emerso l’interessamento dell’ex parlamentare all’ARS in merito alla suddetta disputa tra i proprietari della Liberty Lines e la dirigente regionale. Come denunciato dalla dottoressa Piazza, l’ex onorevole regionale le avrebbe rivolto delle minacce per la presa di posizione. “La pagherete cara, è questione di tempo…ma la pagherete cara”, queste sarebbero state le espressioni utilizzate dall’ex sindaco di Trapani intervenuto in un incontro in assessorato alla presenza di Ettore Morace, Alessandro Fiorino, dirigente della società di trasporto marittimo, l’allora assessore Giovanni Pistorio, il dirigente generale regionale Fulvio Bellomo e l’onorevole Mimmo Turano (oggi assessore regionale alle attività produttive). Inoltre, secondo i magistrati, l’onorevole Fazio, in qualità di membro della IV commissione regionale competente in materia di trasporti marittimi, avrebbe perorato stabilmente le istanze del gruppo Morace, promuovendo per l’appunto incontri con gli assessori regionali; si sarebbe attivato per boicottare la nomina di Giuseppe Prestigiacomo come consulente in materia di trasporto marittimo della citata commissione; avrebbe seguito le fasi del procedimento di approvazione presso l’Assemblea Regionale Siciliana della proposta dell’ex assessore alla Sanità Baldo Gucciardi, che avrebbe dovuto stanziare ulteriori 3,5 milioni di euro da destinare ai collegamenti marittimi nel bilancio regionale del 2017; avrebbe individuato figure istituzionali di caratura nazionale per sostenere gli interessi dei Morace organizzando degli incontri tra le parti. Oltre alle pressioni esercitate nei confronti della dirigente regionale, l’on. Fazio avrebbe sottoposto al magistrato in quiescenza del CGA della Regione Sicilia, Raffaele De Lipsis, la sentenza del 2017 che rigettava il ricorso presentato dagli armatori Morace contro il provvedimento della dottoressa Piazza. Infine, Mimmo Fazio avrebbe caldeggiato le ragioni dei proprietari della Liberty Lines presso Claudio Zucchelli, presidente del CGA siciliano. Per la Procura, l’ex sindaco di Trapani in cambio avrebbe ricevuto diverse utilità, tra cui: l’utilizzo a titolo gratuito di una Mercedes in locazione finanziaria alla Liberty Lines; l’assunzione di un nipote presso la compagnia di navigazione; colloqui di lavoro per soggetti dallo stesso raccomandati; cessione di numerosi titoli di viaggio della Liberty Lines, per amici e parenti, a titolo gratuito da e verso le Egadi, isole dove l’ex sindaco trascorre la villeggiatura; numerosi biglietti gratis per accedere allo stadio ed assistere alle partite del Trapani Calcio, società di cui erano allora proprietari i Morace; possibilità per l’ex deputato regionale di utilizzare i locali della società di navigazione e svolgere la campagna elettorale in occasione delle festività del 2016 come candidato sindaco alle amministrative dell’anno seguente. Secondo l’accusa, dunque, le fortune dell’ex onorevole e dei proprietari della Liberty Lines, nello specifico di Ettore Morace, sarebbero legate dal principio “Simul stabunt vel simul cadente” (insieme staranno o insieme cadranno). La loro relazione sarebbe fondata su un sinallagma (rapporto corrispettivo) in quanto Girolamo Fazio sarebbe stato il fiduciario dei Morace all’Ars, invece la Liberty Lines avrebbe costituito il serbatoio elettorale del politico trapanese.

Nel corso dell’udienza di ieri mattina, svoltasi davanti al collegio dei giudici presieduto dal dottore Enzo Agate e a latere le dottoresse Roberta Nodari e Chiara Badalucco, il politico trapanese, assistito dagli avvocati Michele Cavarretta e Lillo Fiorello, ha rilasciato delle dichiarazioni spontanee in merito all’incontro avvenuto al ristorante Castello a Mare di Palermo tra l’armatore Ettore Morace e l’ex assessore regionale al turismo e allo sport, Anthony Barbagallo, il quale è stato già sentito nell’ambito del processo. “Non fui io a cercare Barbagallo”, ha dichiarato l’ex deputato regionale, in contrasto con quanto affermato dal suo ex collega. Girolamo Fazio ha precisato di avere conosciuto Barbagallo prima che quest’ultimo diventasse assessore della giunta guidata da Rosario Crocetta. Inoltre, l’ex primo cittadino ha sostenuto di essere stato lui ad indicare il ristorante palermitano, in quanto conoscitore di diversi operatori del settore per via della sua attività di produzione vini. Secondo l’accusa, detto incontro costituirebbe una delle volte in cui si sarebbe manifestato l’attivismo di Mimmo Fazio per sostenere le attività imprenditoriali degli amici armatori. Nel corso di una conversazione telefonica con Ettore Morace, intercettata dagli investigatori, il primo cittadino lo informava di essere stato in compagnia dell’allora assessore regionale al Turismo, il quale aveva manifestato di volere incontrare l’armatore “Per fare un minimo di programmazione”. Poi, secondo l’accusa, Ettore Morace si sarebbe avvalso dell’appoggio di Fazio e avrebbe continuato comunque a tessere la propria rete di rapporti istituzionali con l’organizzazione di incontri conviviali per ottenere favoritismi. Lo scopo del pranzo, effettivamente avvenuto, sarebbe stato quello di risolvere il problema dei tagli effettuati dalla Regione per il servizio di trasporto marittimo verso le isole minori. Durante l’udienza sono sati esaminati, inoltre, due ex dipendenti della Stefania Mode, azienda di Leonardo Carpinteri (coinvolto nell’inchiesta ha patteggiato la pena), e per la quale Girolamo Fazio ha lavorato come consulente legale. In primis è stato ascoltato l’ex direttore di Stefania Mode, Marco Giani, dal sostituto procuratore, la dottoressa Brunella Sardoni, la quale insieme al collega, il dottore Franco Belvisi, sta portando avanti il procedimento giudiziario nato a Palermo. Nello specifico, è stata esaminata la vicenda relativa all’acquisto dell’immobile Palazzo Europa, in via Libica a Trapani, da parte della società, avvenuto grazie all’apporto giuridico dell’ex onorevole, subentrato all’avvocato Vincenzo Scontrino. Detto ingresso come consulente legale della società sarebbe avvenuto successivamente ad un indagine sul riciclaggio che ha riguardato l’impresa. La Stefania Mode, infatti, avrebbe deciso, a seguito di tale vicenda, che qualsiasi accordo con clienti esteri avrebbe dovuto ricevere un’approvazione legale.

Durante l’esame del pubblico ministero è stata approfondita anche la fase preliminare della compravendita che avrebbe, poi, consentito alla società di trasferire la sede logistica di Nubia nella zona industriale dove si trova il suddetto edificio. La prima proposta non ha ricevuto però risposta dall’Asi (Consorzio per l’Area di Sviluppo industriale) e l’Irsap (Istituto regionale per lo sviluppo delle attività) di Trapani. A tale istanza seguiva poi un incontro in assessorato a Palermo dove era anche presente l’ex sindaco Fazio. Il politico avrebbe inoltre suggerito di modificare l’oggetto sociale della Stefania Mode per sottolineare che si trattava di una società di logistica. Il teste ha spiegato infatti che nel tempo l’azienda si è evoluta da attività di dettaglio a quella di logistica come attività essenziale. Alla domanda del pm se tale suggerimento fosse collegato alla presentazione di un dl dell’onorevole Fazio, che ineriva le attività commerciali, il teste ha risposto negativamente e in contrasto, come rilevato dalla dottoressa Sardoni, con le dichiarazioni rese in precedenza.

Dopo, è stato esaminato il commercialista, il dottore Giuseppe Mauriglio Fontana sulla fattura dell’importo di 35 mila euro e concernente una fornitura alla Stefania Mode di bottiglie di vino della Cantina Primavera di Girolamo Fazio, per l’appunto. Il teste ha dichiarato che la merce non sarebbe stata consegnata, in quanto la fattura non era accompagnata dalla bolla necessaria. Inoltre, il commercialista ha raccontato l’episodio di un incontro con l’ex sindaco Fazio, che sarebbe avvenuto sotto il suo studio nel 2017, nel corso del quale gli avrebbe comunicato di non poter prendere la consegna di una seconda fattura che avrebbe dovuto sostituire la prima per ovviare la mancanza degli elementi essenziali. Anche il dottore Fontana è stato sentito sull’acquisto di Palazzo Europa. L’intervento di Fazio, subentrato a Scontrino prima dell’acquisizione, avrebbe fatto risparmiare la società attraverso l’accordo con la banca Iccrea. L’ex sindaco di Trapani da consulente legale era diventato nel frattempo procuratore generale di Stefania Mode e il suo compenso sarebbe aumentato da 2500 a 5000 euro. Una volta acquistato, come ha precisato il primo dei due testimoni, il Palazzo Europa è stato ristrutturato in tempi record. Sarebbe stata proprio la Cantina Primavera di Fazio ad occuparsi della piantumazione, bonifica, eliminazione di ostacoli e pulizia dell’edificio. La sua cantina, inoltre, avrebbe fornito i vini di alcune cene organizzate da Carpinteri ed in particolare di quella svoltasi al ristorante El Pescador di Favignana. La prossima udienza si terrà il 21 ottobre.

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